
Taccuino
di Luca Bolla del 9/03/2010
Giro d'Italia
Giorni, settimane dense di avvenimenti. Robuste, proletarie spallate contro l'iniqua maggioranza che offende l'essenza della democrazia. Sono vibrate da disoccupati, lavoratori, intellettuali, magistrati e giornalisti, studenti e casalinghe, politici e borghesi illuminati per abbattere definitivamente BERLUSCONI ed il berlusconismo. L'arretratezza, e la mancanza del fare,stanno riducendo il popolo ed il Paese al lumicino.
I magistrati di tutta Italia sono al lavoro per stanare la belva. Un clima di liberazione aleggia nell'aria. Il Tribunale di FIRENZE ha smascherato la cupola affaristica della PROTEZIONE CIVILE, governata con sistemi dittatoriali dal dott. BERTOLASO. Questi, nominato eroe da Berlusconi ed, in aggiunta, vice ministro, per consentirgli di vigilare su se stesso, intruppare il COGNATO e fingere di non conoscere i particolari più redditizi dei preassegnati appalti, a conforto di numerose stecche.
Uno scandalo miliardario nel quale incappa pure un magistrato di Roma ed alcuni grossi burocrati dei ministeri romani fra cui il diabolico ANGELO BALDUCCI, alto dirigente dei Lavori Pubblici, gentiluomo del Papa (massimo riconoscimento del posizionamento in carriera), non senza i vizietti oggi tanto di moda fra la gente che conta. Un piatto ricco di quattrini, puttane e puttani. I cerchi si allargano. Il G8 che all'Aquila ferita ha avuto il massimo splendore ha abbagliato il marciume de La Maddalena dove, con il denaro dello Stato, banchettavano i corrotti come in un lupanare. L'Italia, quella che non ha mai tramato, vibra di sdegno.
Sta per arrivare SANREMO a distogliere l'attenzione. Però Santoro, Floris e gli altri non dormono. Tanto meno demordono. Con l'implacabile forza della fede, in nome di TRAVAGLIO, del sorriso della DANDINI ed il fiero, aristocratico suggerimento di Di Pietro, i nuovi tribuni soffrendo, avanzano.
Improvvisamente MORGAN esplode, occupa tutti gli spazi della televisione e della radio, senza dimenticare giornali vari, per parlare, discutere, arrovellare gravi quesiti se l'elogio, o non elogio, del piramidone COCAINA sia stata una impertinenza o atto di responsabile e se l'esclusione da Sanremo del mitico MORGAN è minaccia o sanzione implacabile. I grandi esperti corrono da uno studio all'altro della RAI per dare il loro giudizio sulla grave situazione del MORGAN si, del MORGAN no. Alba Parietti, Vladimir Luxuria, Carmen Di Pietro, la contessa con figlia, la dura assenza di Marina Ripa di Meana, Carmen Russo e marito, si sforzano di illuminare il grave problema alla luce del loro pensiero, però tutte concordi sul fatto che MORGAN dovrà cantare, senza precisare se al TEMPIO dell'Ariston o davanti ai giudici. Mistero nel mistero. MONICA SETTA non si da pace e come SANTORO dedica a MORGAN due ore abbondanti di un suo “Annozero” che avrà l'onore dei silenzi pensosi e delle parole non pesate di, inchinatevi!, ADRIANO CELENTANO!. Lei pure vuole trasmettere una intervista di MORGAN, il perseguitato, l'offeso, l'antesignano. E' lui il futuro eroe necessario? Malgrado la delicatezza dell'ora pure la Procura di Roma indaga e scopre altri altarini: una enorme truffa allo Stato, si parla di svariati miliardi, preparata e condotta dal fondatore di FASTWEB e l'accompagnamento della TELECOM STARKLE. E' il ritorno alla grande delle intercettazioni e della disonestà. Molti arresti.
L'affare MORGAN non demorde tuttavia l'interesse per i nuovi corrotti cresce. Il nemico numero uno è indicato nel fondatore e primo A.D., di FASTWEB. Possiede le precise misure del criminale colluso(in tutte le migliori situazioni il termine ci sta, poi si vedrà), oltretutto, al momento, chi lo vedrà mai?, nelle Americhe del Sud, SILVIO SCAGLIA. Il suo nome è già prova a carico, e poi Scaglia, via. Doppia provocazione. Però quello invece di dileguarsi in qualche paradiso, dopo aver dichiarato subito la propria innocenza e piena fiducia nella MAGISTRATURA ITALIANA, è montato sul primo aereo e, puntualmente, arrivato a Roma, è stato abbottegato. Son cose che non si fanno: il maggior indagato che si sfila immediatamente dall'inchiesta è un maleducato ed uno sprovveduto che vien meno al sacro principio italico, “se ti accusano di aver rubato il Colosseo, scappa”. Non è detta l'ultima parola, dal giorno del rientro intanto è in carcere.
A proposito di “intanto”, mentre MORGAN non canta e chi canta, in altri ambienti non viene creduto, in SICILIA ed in CALABRIA le montagne franano, le case crollano ed il popolo dichiara agli inviati di giornali e televisioni la propria angoscia. Le donne piangono, i bambini sono sgomenti, gli uomini si muovono come belve in gabbia. Una delle frane siciliane la rivedremo sugli schermi, perché la discesa a valle della montagna è cinematografica, pare un fiume in piena e le onde d'erba verde che corrono veloci verso il fondo non dimenticano di dirci addio.
Nel contempo all'AQUILA la PRESIDENTE della PROVINCIA ed il SINDACO della città, nella suprema certezza che BERTOLASO sia finito e sprofondato, organizzano manifestazioni di protesta contro il GOVERNO e la PROTEZIONE CIVILE per non aver riaperto il cuore della città e nemmeno averlo liberato da montagne di macerie. Gli sfortunati abitanti del centro cittadino lasciano le CHIAVI delle loro case su un allestito traliccio. Gli aquilani si lamentano di tutto, pure delle nuove case, costruite laggiù, nella lontana periferia. Alcuni volenterosi, CARRIOLA e BADILE, cominciano a sgombrare le macerie ed usano le loro MANI! Non andranno lontano, ma l'effetto c'è. Purtroppo qualche malnato del Governo ricorda al Presidente della Provincia ed al Sindaco che, per legge, spetta a quest'ultimo sgombrare le macerie. D'incanto spariscono carriole, badili e loro manovratori. Non si sa che fine abbiano fatto le CHIAVI ed il TRALICCIO. Silenzio pure sulle condizioni delle mani dei volenterosi.
Intanto la Suprema Corte di Cassazione estingue il processo Mills e la relativa sentenza della foltocrinita dottoressa GANDUS, per prescrizione. L'on. Berlusconi esulta e dichiara di voler essere assolto con formula piena, ma non gradisce che, sempre da MILANO, un suo intemerato nemico, della PROCURA, non essendo ancora pervenute le motivazioni della inopinata e suprema sentenza, il PM DE PASQUALE, vuole immediatamente riprocessare BERLUSCONI, sulla faccenda Mills, sicuro di poter raggiungere altra condanna. Almeno prima che arrivino le motivazioni che potrebbero annullare, per prescrizione, il suo lavoro, portato avanti per intimo appagamento, con i soldi degli italiani, soddisfatti e non rimborsati. C'è da dire che il dott. DE PASQUALE è il PM che negli anni di MANI PULITE condusse le indagini su GABRIELE CAGLIARI, ovviamente detenuto e che lasciò nelle patrie galere nel periodo delle sue sacrosante ferie. Durante le quali CAGLIARI si suicidò con il sistema del tutto improbabile della busta di plastica infilata sulla testa. MANI PULITE disse suicidio e suicidio fu, però condotto con determinazione tanto disperata da insistere anche nei primi momenti di incoscienza. A quei tempi i suicidi frequentemente erano fantasiosi e finanche quello di RAUL GARDINI ebbe, oltre alla cronaca, il mistero della pistola, da lui usata per l'atto fatale, rinvenuta sul comodino.
L'assoluzione di BERLUSCONI ha sviluppato altre reazioni fra le quali, forse la più divertente, quella occorsa al DIRETTORE del TG1, posto sotto processo dall'ORDINE dei GIORNALISTI per aver titolato il comunicato dell'avvenimento con il solo “ASSOLTO” e non per “DECORRENZA dei TERMINI”, come era in realtà e potendo ingenerare negli ascoltatori distratti idee sbagliate. Fatti del genere sono sempre accaduti ma è la prima volta che l'Ordine minacciosamente si muove, con carri armati e salmerie, per infilzare AUGUSTO MINZOLINI. La civiltà lo frega. Ed il successo del suo telegiornale che non ha mai tentato di farsi perdonare. Intollerabile.
Intanto, guarda caso, le liste ELETTORALI del DPL a Milano ed a Roma sono messe fuori dalla competizione per marginali errori commessi dai presentatori. Le SINISTRE esultano perché, senza concorrenti, hanno la matematica certezza di VINCERE. L'on. Fini subito fa sentire la suo pensiero:”IL PDL NON MI PIACE”. La sua è una vita tutta tesa alla perfezione, quella che solo lui intravede dalla sublime altezza del sapere: non gli piaceva il MSI, non gli piaceva AN, se ora rinnega pure il PDL dove arrecherà errori e sbagli?
L'opposizione esulta ed anche se a qualcuno viene il sospetto della stranezza dei fatti Emma Bonino si introna ai vertici della REGIONE LAZIO. La parola d'ordine che fa girare fra la gente è il desueto “chi sbaglia paga”. Proverbio bugiardo come un discorso di Casini. Il GOVERNO vara il decretino, la situazione si aggiusta, così come alcuni anni prima a favore delle dimenticanze radicali. DI PIETRO tuona da par suo al GOLPE. Si organizzano manifestazioni contro il diritto dei fedeli destrorsi al voto, in aperto spregio verso i desideri dell'EMMA loro.
Nuove nodose questioni giungeranno al pettine nei prossimi giorni. Noi siamo qui e registreremo questo e quello con cristallina trasparenza.
Intanto, SANTORO si faccia forza, MASSIMO CIANCIMINO, dopo SPATUZZA viene messo fuori dal processo DELL'UTRI perché le sue testimonianze sono “supposizioni tardive e non verificabili”. “Ahi, serva Italia...”.
Tranquilli e sereni, amici. La parola d'ordine è sempre quella. “NO PASARAN”.
Il Forbiciastro
abusivamente, da Guareschi impossibilitato a bastonarmi.


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