
Taccuino
di Luca Bolla del 8/02/2010
Gossip e gossip
Non ci siamo mai interessati di gossip, se non pochissime volte, quando abbiamo ritenuto necessario usare il sarcasmo contro il vittimismo di personaggi convinti che il vizio sia una sorta non secondaria di distinzione, degna d'ossequio ed almeno di una laurea ad honorem. Non avremmo voluto parlare del sindaco di Bologna, a nostro criticabile parere sciupafemmine d'accatto, comunista d'antico pelo, tutto lavoro ed indignazione per lo sfruttamento dei lavoratori, e poi l'animo del valvassore medioevale, pronto ad usare le dipendenti come oggetti da buttare nell'immondizia quando la passione scema o altra avanza.
Dunque, lui, il difensore degli umili e degli oppressi, trova fra i dipendenti della Regione emiliana l'impiegata bona. Sposata, la promuove, ne fa la segretaria, l'ama, le giura la propria eternità, la lascia divorziare e divide con lei il maltolto alle tasse regionali con il quale paga viaggi, ristoranti alberghi in nome della passione. La passione si fa ardente con il denaro altrui. E poiché d'animo è generoso alla sua donna regala pure un bancomat dove lei potrà liberamente attingere. Dalle tasche degli emiliani e romagnoli, generosamente inconsapevoli. Così come gli organi di controllo del governo regionale, precisi al centesimo come sanno fare con scrupolo i comunisti, però, malgrado l'orgoglio del marchio di onestà certificata e citata in ogni occasione, non si sono accorti di nulla o hanno tollerato in nome dell'amore. Gli emiliani sono sentimentali. Sui sentimenti sbiancano e tollerano.
Purtroppo dopo anni la passione si smorza e l'animo del valvassore riemerge. Si fa restituire il bancomat, la caccia dalla segreteria e, per averla lontan dagli occhi, la spedisce ben lungi, al CUP distante, diminuita di grado e di salario. Il vice presidente della Regione Emilia e Romagna, poi Sindaco di Bologna, viene meno a tutti i suoi precetti politici e morali e si comporta con la donna scelta ed amata per svariati anni, quindi buttata come straccio usato, allo stesso modo del peggior titolato del Medio Evo o del più reazionario e spietato latifondista dello stesso periodo. Ed allora, le belle parole, le appassionate difese dei lavoratori, i grandi principi, e Marx, Lenin, Togliatti, Berlinguer, tutta ipocrisia, vernici sottili sottili che due gocce d'acqua sciolgono, e regalarci la vera faccia dell'uomo? E del suo agire, del suo pensare, del suo essere? Nessuno ha mai capito qualcosa o troppo, poiché spesso, fuori misura, le grandi carriere pubbliche le fanno persone che hanno peccati da farsi perdonare e ben disposti a perdonare quelli d'altri, quanto lui in carriera. I simili stanno bene con i propri simili.
Ogni personaggio, per quanto intelligente, ha la propria stupidità e certo delle capacità dimostrate in ogni occasione che l'hanno condotto alla grossa carriera e ad un futuro inarrestabilmente quanto importante, sentendosi investito da una autorità carismatica al disopra ed al di fuori dei normali comportamenti, non ha tenuto in alcun conto le possibili reazioni di una donna, umiliata, tradita, sbeffeggiata, carriera e salario mutilati, come poi accaduto. Contro ogni possibile previsione, l'ha distrutto, mostrando al colto ed all'inclita la sua vera faccia, come a Dorian Gray la raffigurazione degli anni trascorsi. Ai vecchi e recenti iscritti al partito degli onesti, il suo modo d'intendere la politica e, magari, il giudizio sui fedelissimi, entusiasti votanti.
Magistrati
Di loro tutto il bene possibile, ed a volte tutto il possibile male, non tanto per i ritardi quanto per l'indifferenza con cui accolgono le peggiori notizie su fatti che li riguardano direttamente ed il modo di stizzirsi ad ogni pur cauta critica. Sono usciti in sontuose rosse vesti dall'aula in cui si celebrava l'apertura dell'anno giudiziario e, come i sacerdoti mostrano il Vangelo entrando, loro la identica fotocopia della copertina di un improbabile completo testo della Costituzione italica, uscendo. Pure le fotocopie a spese dello Stato, ovviamente. Si dicono democratici ma non accettano confronti, sono dalla parte della ragione ma il fatto che la nostra giustizia, da loro diretta ed amministrata, sia alla 156esima posizione dell'efficienza mondiale, dopo Gabon e Nigeria tanto per citare, non li fa arrossire anzi, rilanciare la mancanza di mezzi che altri documenti comunitari smentiscono. E' straordinario, da parte di personaggi così sapienti, non vi sia mai una pur minimo proposito di lavorare di più, di organizzare meglio il lavoro, di porre maggiore attenzione agli avvocati specialisti del rinvio ed ai colleghi dai rinvii facili. Lo Stato mette a loro disposizione palazzi eppure nei pomeriggi sono desolatamente vuoti, salvo qualche isolato. In maggioranza, dicono, lavorano a casa, del tutto insensibili alla legge che proibisce di spostare fascicoli dagli uffici giudiziari. La voglia di darsi da fare non può essere punita, forse dimostrata.
Nessun professionista e nessun operaio usa metodiche e ritmi di trent'anni fa. I Magistrati sembra come nel 1950, o forse fermi da ancor prima, forti di una autorità che loro generalmente deriva dalla funzione ed, in non molti casi, da particolari meriti personali e professionali.
I giorni
Vi sono luoghi che favoriscono i ricordi, altri che struggono, altri che raddolciscono gli animi, altri ancora che predispongono le meditazioni. Israele, per i nostri uomini politici, è luogo di riflessione e di condanna, di commozione e di rabbia, dove, per quanto innocenti, si è in colpa ed il mea culpa, cultura natalizia, si fa trascendenza. L'on. Fini, dopo poche ore a Gerusalemme, ha rinnegato il suo passato, quello della famiglia, del partito che presiedeva e lanciato, sul piano della cultura, il concetto del “male assoluto” facendo inorridire gli storici e sorridere i filosofi, pronti, come sempre, ad accogliere nuovi fermenti.
L'on. Berlusconi, ancor prima della partenza, aveva colto l'aura. “Il Giornale”, guarda caso, in occasione dell'importante incontro, ha proposto tre sconosciuti libri di Curzio Malaparte, scrittore discontinuo e fegatoso, già fascista, espulso dal partito, cantore di Mussolini, critico ed oppositore, finito comunista ed ateo e l'ultima fidente comunione, insomma tutto ed il contrario, giusto per ogni situazione in ogni possibile ed impossibile momento . Ancora la perfezione dei titoli, in ordine di uscita: “Muss. Il grande imbecille”, ”Italia barbara”; “L'Europa vivente”. I tre volumi formano l'intera collana storico-culturale “Mussolini ed il fascismo”e costituiscono la concreta prova della disponibilità del nostro Presidente verso gli autorevoli ospiti. Il solo neo, offrire ancora una volta il nostro trascorso e defunto antenato in offerta al loro abominio ed a prova dell'infamia dei nostri padri.
Il Presidente sommerso dagli applausi, seguendo a puntino il rituale di ferma condanna del passato, un po' penitente è stato pronto a trattare presente e futuro. Gli ebrei, ai quali va tutta la nostra ammirazione pure per il baluardo che hanno creato sul Mediterraneo non solo anche a difesa del nostro territorio ma alla libertà di navigazione nel Mediterraneo. In non molti anni hanno realizzato una nazione su posizioni stabili ed insostituibili.
Non solo ammirazione ma tanta stima e, per quel che vale dalle nostre posizioni, le vogliamo testimoniare. Però, senza voler tener conto del grave ammonimento di Norman G. Finkelstein sull'”Industria dell'Olocausto”, perché non lasciamo riposare, ognuno e tutti, i nostri morti nel sonno eterno, la dove forse giusti e sbagliati si parlano e forse si perdonano, senza necessità di dimenticare?
Il culto dei morti è più sentito dove non è imposto.
Il lavoro degli artisti
Non capisco, (e non solo queste cose) perché i pubblicitari possano permettersi di inserire brani d'opera, fra i più suggestivi, per i loro comunicati commerciali. Naturalmente i più inappropriati poiché renderli meno stridenti verso il prodotto in esposizione, li avrebbe obbligati a fatiche improbe. Ora una banca ha tentato di coinvolgere il “Va pensiero” di Verdi allo scopo di rendere accattivante ed amichevole i suoi sportelli che ti fissano, come entri nei fatali saloni, come avelli vuoti con il cerbero in fondo. Fra l'altro il “Va pensiero” è una preghiera triste e senza speranze, freudianamente precisa quanto lontana dalla volontà e dagli interessi di chi quella pubblicità ha pagato. Ignorando i diritti d'autore eppur sperando che la suggestione funzioni.
Votazioni regionali
A che servono? A chi, lo sappiamo tutti e non ce ne frega niente.

